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La vita di Assange, la verità ad ogni costo
Pubblicato da Andrea Ciccolini in Hackers & Crackers • 27/08/2010

Le notizie che iniziano a girare attorno ad alcune personalità estreme, spesso, tendono ad essere condite da elementi romanzati che ammantano di leggenda la storia di una vita. Julian Assange è una delle persone che godono, o soffrono per questo privilegio. La verità è molta, ma è difficile distinguerla dalla fantasia. Le notizie certe sulla vita dell’uomo che ha creato il sito Wikileaks, dal quale si è generata la più grande fuga di notizie della storia militare americana, sono il luogo e l’anno di nascita, Townsville (Australia) 1971. Nato dall’incontro tra due attori, che sembra si siano incontrati durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam, fin da neonato gira il mondo con loro.



La sua vita viene da subito marcata da un forte nomadismo, prima di compiere 14 anni si trasferisce 37 volte al seguito dei genitori, prerogativa alla quale Assange non rinuncerà mai più, tutt’ora si sposta continuamente da una parte all’altra del pianeta, non ha casa, tutto quello che gli serve è in un valigia che contiene due computer e qualche cambio di indumento. Il Padre abbandona presto la vita di Julian che a causa degli infiniti spostamenti segue saltuariamente la scuola ma, all’età di circa 14 anni, con la madre si trasferisce davanti ad un negozio di elettronica è in quel momento che nasce il grande amore per i computer.

Durante un’intervista rilasciata al New Yorker dirà che era «affascinato dall’austerità del rapporto con il computer». In quel piccolo negozio impara ad usare i primi linguaggi di programmazione. A diciassette anni aveva già frequentato 30 scuole differenti, a diciott’anni diventa padre dopo aver fondato gli “International Subversives”, un gruppo di hacker che, grazie ai software da lui sviluppati, riescono ad introdursi nella rete informatica di Pentagono, Ministero della Difesa Americana e NASA. Proprio un colpo messo a segno contro quest’ultima agenzia, prima del lancio della navicella spaziale Atlantis appare, sui computer della NASA, la scritta WANK (Worms Against Nuclear Killers), lo rende un ricercato.

È il 1989, Julian Assange ha appena 18 anni e con il nickname di Mendax è una celebrità nel mondo degli hacker e un pericolo per molte società governative e non. Questa condizione di fuorilegge informatico e la condanna che pende sulla sua testa gli costano l’abbandono da parte della compagna che vuole portare con sé il figlio. Ne segue una battaglia legale che, nel 1990, sfibrerà Assange lasciandogli in eredità una chioma bianca. Negli anni successivi cercherà di rientrare nella legalità, come molti hacker prima di lui avevano fatto, si dedica alla protezione di sistemi informatici e allo sviluppo di alcuni software open source finalizzati ad azioni legali e trasparenti. Si iscrive all’università di Melbourne e la lascia con una laurea conquistata brillantemente. Ma la sua nuova vita gli sta stretta, non è capace di rimanere negli schemi conformi e deprimenti di tutti quelli che lo circondano nel mondo accademico. Riprende in mano la valigia, riprende in mano la vita che fa per lui e ricomincia a girare per il mondo finalmente ramingo, libero di viaggiare e di usare le sue enormi potenzialità per ciò che sente sempre di più come una missione: la verità e la trasparenza delle informazioni. Fra le varie località in cui si ferma per brevi periodi figurano la Svezia, la Russia, alcuni stati africani, il Belgio, l’Islanda e gli Stati Uniti d’America.

Dopo alcuni anni, di cui si conoscono gli spostamenti e nient’altro, Julian Assange, nel 2007, si fa notare nuovamente creando Wikileaks e dichiarando «I nostri bersagli principali sono i reggimi oppressivi come la Cina, la Russia e quelli dell’Asia Centrale. Ma ci aspettiamo di essere d’aiuto per chi in Occidente vorrebbe che fossero denunciati comportamenti illegali e immorali dei governi e delle grandi società».

Il sito internet non è censurabile, non ha una sede precisa (si è a conoscenza solo dell’esistenza di alcuni server intoccabili in Svezia), i collaboratori sono anonimi (fatta eccezione per Daniel Schmitt, un giornalista) e, grazie ad una rete molto vasta di contatti e amicizie, che Assange ha creato negli anni di vagabondaggi, in tre anni il sito rende pubblici online una serie impressionante di documenti segreti e confidenziali, dossier top-secret e file riservati. Le verità che vengono a galla sono incredibili e permettono a Wikileaks di vincere, nel 2009, il “Media Award” di Amnesty international. Gli scoop più importanti messi a segno da Assange sono: il regolamento del carcere americano di Guantanamo, irregolarità fra i conti del gruppo bancario svizzero Julius Baer, la prova che la società petrolifera “Trafigura” ha scaricato rifiuti tossici in Costa d’Avorio, documenti segreti e personali riguardanti la massoneria e Scientology, le prove dei massacri di civili in Kenya e il video sconvolgente di una strage di 11 civili, tra i quali un giornalista Reuters, compiuta a Bagdad da un elicottero militare statunitense. Più le verità portate alla luce aumentano e più l’hacker dai capelli bianchi e il suo entourage rischiano, si fanno molti nemici, subiscono vari processi dai quali escono sempre scagionati.

Poi, nel 2010, Wikileaks rende pubblici decine di migliaia di rapporti riservati USA sulla guerra in Afghanistan, portando alla luce del sole e denunciando al mondo intero i crimini di guerra che i militari americani hanno compiuto durante una guerra che non è ancora finita. I documenti, 92000 per l’esattezza, sembra gli siano stati passati da un militare statunitense, Bradley Manning, che attualmente è detenuto presso un carcere militare in Kwait.

Assange si rende conto della portata dello scandalo che ha generato e, sicuro che lo vogliano fermare, si tutela mettendo su Wikileaks un file criptato, contenente, a quanto pare, dei documenti molto scottanti sull’esercito americano, è la sua assicurazione sulla vita. Assange continua ad errare per l’intero globo, nessuno sa dove sia, concede interviste, quasi sempre per via telematica, dove spiega i motivi che lo spingono a pubblicare documenti segreti e pericolosi, dicendo che il suo intento è assolutamente pacifista e la sua missione è fare in modo che le istituzioni, che dovrebbero essere al servizio degli uomini, siano assolutamente trasparenti e quindi è giusto pubblicare le prove delle azioni immorali compiute dai vari organi.

Julian Assange, afferma di passare la maggior parte del suo tempo negli aeroporti di tutto il mondo pronto a spiccare il volo verso una qualsiasi località, cambia continuamente taglio e colore di capelli e con tono umile, quando gli viene attribuito il merito di essere il fondatore di Wikileaks risponde: «Non mi chiamate fondatore, come tutti gli altri che lavorano per il sito sono un volontario non pagato». Come aveva previsto si sono materializzate immediatamente delle macchinazioni per incastrarlo e screditarlo, nel mese di Agosto è stato accusato, in Svezia, Paese in cui pensava di stabilirsi per un po’, di aver violentato due donne che conosceva. Sulla sua pagina di Twitter Assange ha subito scritto: “Accuse senza fondamento. Il fatto che mi siano state rivolte in questo momento è molto preoccupante. Ci aspettavamo dei giochi sporchi ed eccoli qua”. Poco dopo è stato scagionato.

L’hacker più famoso del mondo, dopo le false accuse rivoltegli, non sembra spaventato, ma soprattutto non sembra volersi fermare, ha infatti dichiarato di possedere dei file sull’operato della BP nel Golfo del Messico ed ha annunciato ed effettuato la pubblicazione di alcuni documenti riguardanti la CIA in cui si parla anche dell’Italia. All’età di 39 anni persone a lui vicine dicono che dorme due ore a notte, lo delineano come un tipo pignolo, paranoico, preciso e ossessivo, quasi maniacale ma, allo stesso tempo, è in grado di conversare piacevolmente e con estrema proprietà di linguaggio in sette lingue e di qualsiasi argomento. Sicuramente geniale e visionario, Julian Assange sta diventando sempre di più uno di quei personaggi attorno ai quali aleggia la magia della legenda, uno di quei personaggi che quando morirà si continuerà ad affermare che è ancora in vita. In tutta la sua incredibile ed inafferrabile storia c’è una sola grande certezza ed è rappresentata dai documenti segreti che ha reso pubblici con tutta la loro poderosa portata di scandalosa verità.


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