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Robert Morris
Pubblicato da Massimo Mazza in Hackers & Crackers • 17/06/2010

Per quanto possa sembrare incredibile, fino ai primi anni '80 le informazioni dedicate all'hacking erano disponibili con relativa facilità - per gli hacker ovviamente - perlopiù tramite i BBS (Bulletin Board System), gli antesignani delle odierne chat. Essendo un argomento perlopiù riservato a pochi iniziati, generalmente incomprensibile alla maggioranza dei programmatori, codice, tecniche, dettagli di progetto e modifiche hardware erano liberamente pubblicati, addirittura in forma cartacea, come ad esempio la rivista 2600, nata nel 1984 e così chiamata in onore della famosa tecnica utilizzata per imbrogliare le centrali telefoniche, usando un tono puro a 2600 Hz.

Le sperimentazioni dei vari hacker, etici o meno che fossero, chiaramente proseguivano e divenivano via via più complesse e sofisticate. Poteva anche accadere che qualche esperimento riuscisse male, o andasse oltre le iniziali intenzioni.
Ed è ciò che successe a Robert Morris, brillante studente della Cornell University, nel 1988: egli balzò agni onori della cronaca per aver sviluppato uno dei primi worm autoreplicanti; peccato che per testarne l'efficacia sui sistemi UNIX, utilizzò un computer collegato alla rete ARPAnet (il precursore di Internet).

Risultato: il worm si diffuse al punto di annidarsi in oltre 6000 computer collegati a quella rete, intasando e rallentando i sistemi informatici di enti governativi e università. Morris fu espulso dalla Cornell University, condannato a tre anni di carcere e a un risarcimento danni di 10.000 dollari.

Una conseguenza abbastanza ovvia fu che le tecniche utilizzate da Morris, adeguatamente studiate da altri suoi "colleghi", vennero ampiamente copiate e migliorate, dando così inizio all'invasione dei primi virus informatici.

C'è da precisare però che all'epoca, creare siffatti "giocattoli informatici" non era per niente banale: occorrevano come minimo approfondite conoscenze del sistema operativo su cui lavorare, e una approfondita conoscenza del linguaggio assembly.
Questo almeno limitava, se così si può dire, i danni, in quanto le persone in grado di fare ciò erano ancora relativamente poche. L'epoca dei "toolkit" con i quali oggigiorno anche uno studentello di 14 anni può assemblare un virus/worm/trojan senza nemmeno scrivere una riga di codice macchina era ancora di là da venire.


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